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Tisané

Diffusa in tutta Europa, la Fragola in Italia vegeta nelle radure e nei boschi radi; è rinvenibile dalla pianura sin quasi al limite altitudinale della vegetazione arborea. I fiori sono riuniti in racemi posti all'estremità dei fusticini fiorali, la corolla è composta da cinque petali bianchi; è pianta ermafrodita, fiorisce da aprile a luglio. I frutti sono in realtà falsi frutti, derivanti dal ricettacolo floreale, portanti in superficie i veri frutti (acheni); l'epoca di fruttificazione è compresa tra giugno e agosto. Il lampone invece è frutto del sottobosco che deve il nome scientifico al rosso dei suoi frutti (rubeo ed al fatto di essere stato particolarmente abbondante sul monte Ida in Grecia così che Dioscoride lo chiamò appunto “rovo del monte Ida”. Il lampone è essenzialmente specie montana e subalpina distribuita fra 600 e 1900 m di quota; si trova nei boschi ombrosi, ai margini di questi e delle strade, nei luoghi dirupati e ricchi di sostanze azotate. Il lampone ha una porzione sotterranea perenne che ogni anno emette lunghi getti spinosi muniti di foglie dentellate al margine. Questi nuovi rami non producono fiori; al secondo anno divengono legnosi e fruttificano, morendo però nell'inverno successivo. I frutti sono drupe appressate, come quelle delle more, di un colore caratteristico fra il rosso ed il rosa carico e con un profumo veramente ineguagliabile. L'epoca di fruttificazione è essenzialmente in Agosto.

Il sambuco è pianta conosciuta sin dall'antichità, lo testimoniano la quantità di semi rinvenuti presso insediamenti preistorici. Il suo impiego in medicina risale a Dioscoride che consigliava la radice cotta nel vino come efficace contro i morsi delle vipere. Il nome deriva dal greco “sambychè” voce indicante un particolare strumento musicale. È pianta diffusa nell'Europa centro-meridionale, in Asia occidentale ed in Africa settentrionale, in Italia è frequente dalla pianura sin verso i 1500 m di altitudine. Vegeta nelle radure ed ai margini dei boschi, lungo le strade, nelle siepi e nei luoghi ruderali; predilige terreni fertili e freschi. I fiori, piccoli, odorosi, bianco-giallognoli, sono raccolti in ampie infiorescenze; è pianta ermafrodita, fiorisce da Maggio a Luglio. I frutti sono drupe sferiche (diametro 6-8 mm) colore nero-violaceo a maturazione, producono un abbondante succo violaceo. L'epoca di fruttificazione è in Agosto - Settembre. I fiori contengono principi con proprietà sudorifere e depurative, si impiegano contro raffreddori, asma, reumatismi, affezioni renali. I boccioli florali vengono anche utilizzati per aromatizzare vini ed aceto. Con i frutti ben maturi si possono preparare sciroppi e marmellate. Il succo ha applicazioni terapeutiche nel caso di tosse, nevralgie e dolori reumatici. Il decotto di foglie e midollo serve per allontanare parecchi insetti. Una curiosità: le donne romane utilizzavano le sue ceneri per schiarirsi i capelli.

Il pesco è un albero originario della Cina, dove è considerato simbolo d'immortalità, ed i cui fiori sono stati celebrati da poeti, pittori e cantanti. Dal lontano Oriente il pesco giunse al seguito delle carovane sino in Persia, da cui il cultivar prende il nome, e grazie ad Alessandro Magno si diffuse in tutto il bacino del mar Mediterraneo. In Egitto la pesca era sacra ad Arpocrate, Dio del silenzio e dell'infanzia, tanto che ancora oggi le guance dei bambini vengono paragonate alle pesche, per la loro morbidezza e carnosità. Il frutto arrivò a Roma nel I secolo dopo Cristo. In Italia la maturazione dei frutti avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le cultivar più tardive. In linea di massima le condizioni climatiche italiane e degli altri Paesi mediterranei sono ideali per la coltivazione del pesco che può sopportare limiti assai ampi, da minime invernali di anche -15 -18°C fino ad ambienti subtropicali dove il riposo invernale è alquanto limitato.

È difficile trovare un fiore più famoso; dalla Bibbia ai poeti del nostro Rinascimento e sino a quelli più moderni, la rosa è celebrata e citata a similitudine di grazia e bellezza femminili. Della rosa sono conosciute da tempo anche le virtù medicinali ed il profumo, quasi certamente uno dei primi ottenuti dopo l'invenzione della distillazione. Tra le molte rose spontanee presenti in Italia, la rosa canina, detta anche rosa selvatica, è la più nota e facile a riconoscersi. È specie comune nelle boscaglie e negli arbusteti, dalla pianura a circa 1500 m di quota. È un arbusto caducifoglio a rami aculeati, eretti e poi arcuati, alto sino a 3 m. Le foglie sono composte da 5-9 foglioline ovoidali a margine dentato. I fiori, ermafroditi, sono isolati o riuniti in corimbi; la corolla è biancastra o rosea. I frutti sono in realtà falsi frutti, derivanti dal ricettacolo, di forma ovale allungata e con un residuo del calice all'estremità; rossi a maturazione. La fruttificazione avviene in settembre-ottobre. I frutti sono impiegati nella medicina popolare da tempo immemorabile ed utilizzati per marmellate e per sciroppi dal profumo particolare. Essiccati, ed in seguito triturati, servono per preparare gradevoli tisane. La Rosa canina è impiegata quale portainnesti per innumerevoli cultivar; è interessante come le odierne tendenze dei floricoltori siano rivolte a creare rose simili a quelle selvatiche, ovverosia con pochi ed ampi petali.

TE NERO. L'albero del tè è un sempreverde originario dell'Asia, in particolare della Birmania, Cina, Ceylon, India, Giappone, dove è conosciuta fin dai tempi più remoti, da oltre 5.000 anni i popoli dei paesi d'origine ne sfruttavano le proprietà. In Europa, il tè come bevanda fu introdotto dalla Compagnia Olandese delle Indie all'inizio del 1600. Allo stato spontaneo, le piante possono raggiungere 10 m di altezza, ma nelle coltivazioni sono potate per mantenerle attorno al metro, metro e mezzo onde favorire la raccolta delle foglie.

TE VERDE. È anche detto Tè non fermentato, ed è proprio perché le foglie non vengono sottoposte a tale procedimento che conservano il loro colore verde, producendo un infuso chiaro e profumato. Il metodo tradizionale di lavorazione del tè verde prevede che le foglie siano disposte su dei vassoi di bambù e poi esposte al sole per qualche ora. Successivamente viene loro somministrato calore, generalmente in grossi recipienti (wok) posti sul fuoco ma anche attraverso il vapore (soprattutto in Giappone), che in pochi minuti farà evaporare la maggior parte dell'acqua contenuta nelle foglie. Le foglie riscaldate assumono una consistenza molliccia e possono essere piegate per favorire l'eliminazione dei residui d'acqua. Grazie al suo particolare processo produttivo il tè verde conserva intatti i suoi preziosi componenti. Viene utilizzato sia come bevanda rinfrescante che come medicinale, è un potente antiossidante, abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario, protegge dalla carie dentaria, nei casi di stanchezza e depressione, dona energia, mantiene la pelle ed i capelli sani, preventivo dei processi di invecchiamento, dell'arteriosclerosi, , aiuta il metabolismo delle ossa e dei tessuti, assicura un buon funzionamento del fegato, dei reni, riduce l'assorbimento degli zuccheri, mantiene costante il ritmo cardiaco, protegge dalle infezioni digestive e respiratorie, abbassa la pressione sanguigna, previene le malattie cardiovascolari, facilita la digestione, rassoda la pelle, aiuta nel mal di testa, nell'esaurimento, nei dolori reumatici, rende innocui certi veleni ambientali, abbassa il rischio di infarto, utile nelle malattie epatiche, ha una azione distensiva sul sistema nervoso, regola il flusso biliare, di aiuto in chi soffre di acidità di stomaco, accelera tutti i processi di guarigione, previene l'alito cattivo, di aiuto nelle diete dimagranti, ha un leggero effetto diuretico, ed è quindi utile in chi soffre di disfunzioni renali.

CAMOMILLA. È una pianta erbacea annuale il cui fusto arriva all'altezza di 50 - 80 cm. Cresce in tutta Italia dal mare alla regione submontana è comune nei prati, nei campi coltivati, lungo le strade e vicino alle case. Dove abbonda, è impregnata l'aria dal suo caratteristico e aromatico profumo. I capolini fioriti si recidono all'inizio della fioritura in maggio-giugno. Oltre che come sedativo, la camomilla è usata per attenuare i dolori e spasmi allo stomaco e pancia. Buoni risultati si ottengono anche per applicazione esterna su pelle per arrossamenti, infiammazioni, e congestioni. Ottima contro mal di denti, contro mal di gola e per impacchi per occhi irritati e stanchi.

MALVA E MELISSA. La Malva è una pianta erbacea perenne, il fusto, alto fino a un metro, può essere sdraiato sul terreno o eretto, è più o meno ramificato. Vi sono molte varietà di malva ma la più usata in farmacia è questa. È molto diffusa ed è comune nei luoghi soleggiati, erbosi e anche incolti, ovunque vi siano terreni ricchi di nitrati. I fiori e le foglie si raccolgono da giugno a settembre in bocciolo o appena aperti, hanno all'incirca le stesse proprietà e possono venire impiegati separati o in miscela. Si chiama omnimorbia, medicina per tutti i mali, ed è una delle poche piante le cui virtù terapeutiche sono conosciute anche dai meno esperti. Gli infusi si usano internamente come emollienti in bronchiti, antinfiammatori e antispasmodici dell'intestino, in particolare su bambini e anziani. La Melissa officinalis, è una pianta erbacea spontanea, perenne e rustica, molto ricercata dalle api ed è appunto per questo motivo che prende il nome dal greco mélissa. Cresce spontaneamente nell'Europa meridionale e nell'Asia occidentale.

I fiori, una volta essiccati, vengono usati in erboristeria per preparare decotti che possono servire come cordiale o tonico. Viene molto usata anche dai frati e dai monaci nella preparazione di ricette medicamentose e aromatiche. Attualmente la Melissa officinalis viene impiegata come sedativo negli stati d'ansia con somatizzazioni viscerali per la sua azione spasmolitica. L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale per cui viene usata anche nel trattamento dell'Herpes labiale.

Cialde


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