Chi siamo

Serve conoscenza per selezionare i chicchi di caffè. Serve pazienza per trovare la ricetta di una buona miscela. Serve cura per trasmettere in una tazzina tutto l’amore per il nostro lavoro.

Azienda

Fresh Toasted

L'impianto di Torrefazione Michele Battista si sviluppa su un'area di circa 5.000 mq. L'intera struttura è stata realizzata secondo i più recenti standard di rispetto ambientale e di sicurezza.

L'impianto dispone di un silos per caffè crudo, una torrefattrice dalla capacità produttiva di 500-600 kg/ora, batterie di silos per caffè tostato in grani e macinato ed una serie di linee di confezionamento che permettono di lavorare numerosi formati.

La Torrefazione Michele Battista è facilmente raggiungibile dalla tangenziale di Bari e la si raggiunge immediatamente dopo lo svicolo stradale per Triggiano in direzione Brindisi-Lecce.

Storia

Fresh Toasted

Correva l'anno 1940 quando, a Triggiano, in provincia di Bari, un piccolo imprenditore di nome Giuseppe Battista insieme alla moglie, diedero vita alla Torrefazione Battista. Il suo locale, nella centralissima via Michelangelo Buonarroti, divenne un luogo di ritrovo per tutti coloro che non volevano rinunciare al piacere di un caffè.
All'inizio l'azienda Battista produceva e vendeva caffè crudo, ma dopo la guerra l'imprenditore acquistò un “tostino” a legna da 5 chili e cominciò a tostare i suoi primi chicchi di caffè.
I risultati non si fecero attendere. I cultori del caffè Battista aumentavano, così come cresceva la produzione. Il vecchio tostino venne sostituito da una macchina moderna ed efficiente. La piccola torrefazione si trasformò, Giuseppe, uomo lungimirante, moltiplicò gli sforzi per migliorare sempre di più la qualità dei prodotti e proporre miscele sempre più gustose e raffinate. L'imprenditore si spostò prima in via Casalino, sempre a Triggiano, e poi nel 1978 nello stabilimento sulla via di San Giorgio.
Oggi Giuseppe ha passato il testimone al figlio Michele Battista.
La Torrefazione di famiglia oggi è tra le aziende produttrici di caffè più importanti del Sud Italia, lo spirito che muove tutto è sempre lo stesso: la manualità e l'artigianalità ereditata con cui si è sempre lavorato il caffè.
Michele Battista, con l'aiuto dei figli Giuseppe e Mirko, continua a tostare il caffè alla vecchia maniera, come il padre gli aveva insegnato da bambino.
L'azienda dispone ormai di una capillare rete di agenti per la vendita del caffè nel Settore Bar, nella Distribuzione Organizzata e nel Vending, con logistica gestita direttamente e indirettamente.

Qualità

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La Michele Battista è una delle torrefazioni di caffè con la tradizione più antica del settore ed opera nel Sud Italia dal 1940. Ed è nell'operosità incessante di una famiglia che si è votata alla qualità e al servizio nel mondo del caffè che la Torrefazione Michele Battista ha concepito la propria mission aziendale: diffondere la tradizione del caffè espresso, come massima espressione delle caratteristiche del seme del caffè e come momento unico di convivialità.
I valori che ispirano e guidano la nostra missione sono l'etica e la responsabilità sociale, volte a costruire, attraverso l'onestà e la trasparenza, il rispetto per tutti.
A sostenere lo sforzo sociale la famiglia di Michele Battista ha posto tutta la sua attenzione per la qualità e l'eccellenza, perché il caffè non è solo lavoro, ma soprattutto passione.
La realizzazione di una miscela di caffè di grande qualità, parte dalla selezione delle migliori origini dei chicchi e si conclude con la preparazione al bar o in casa. L'azienda ha raggiunto una grandissima esperienza nell'assicurarsi i migliori verdi, nell'eseguire una perfetta tostatura e nel distribuire con puntualità nel comparto Ho.Re.Ca.
Il successo di un'azienda come la Torrefazione Battista è da ricercare in piccoli fattori distintivi che le hanno procurato un vantaggio strategico quali:
 

Creatività nella costante ricerca di processi, prodotti e collaborazioni innovative;    
Flessibilità nell'orientamento alla soddisfazione ed alla relazione con il Cliente;    
Capacità tecnica maturata in sessant'anni di torrefazione all'insegna della tradizione italiana, sempre supportata da ricerca, dedizione e passione.

 

Il Caffè

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Il caffè espresso ha origini italiane, sia per metodo di produzione che per la produzione industriale di macchine per caffè espresso, diffusasi in Italia come perfezionamento di un prototipo presentato all'Esposizione Universale di Parigi del 1855.
L'acqua calda nella preparazione del caffè esisteva da secoli, ma nel novecento si sentì la necessità di inventare un sistema capace di preparare il caffè all'istante realizzando così un prodotto senza la presenza della polvere.
Furono in diversi a cimentarsi nell'impresa ma, prototipi a parte, la prima vera azienda a lanciare sul mercato a livello industriale una macchina capace di operare sotto pressione fu l'italiana Bezzera. Era il 1901 e il primo esemplare di macchinetta del caffè presentava dei limiti evidenti: la pressione veniva data attraverso un ingegnoso e difficile meccanismo a vapore, per nulla facile da impiegare.
Negli anni a seguire furono introdotti sul mercato diverse varianti o soluzioni alternative. Gaggia, ad esempio, utilizzò una molla che forniva la pressione per spingere l'acqua attraverso il caffè in circa 15 secondi.
Nel 1961 Carlo Ernesto Valente, fondatore della Faema, cercò di ridurre il lavoro muscolare dei tanti baristi inserendo una pompa elettrica per la spinta dell'acqua. Nasceva così la moderna macchina per l'espresso.


Cenni storici sul caffè 
Fino al XIX secolo non era certo quale fosse il luogo di origine del caffè. All’epoca si ipotizzava che la pianta crescesse in Persia e nello Yemen, oltre che nell’Etiopia. Pellegrino Artusi, gastronomo italiano del 1820, nel suo celebre manuale intitolato “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”, sosteneva che il caffè migliore era quello proveniente dalla città yemenita di Mokha e di conseguenza lo Yemen divenne il luogo d’origine della pianta del caffè.Prima del 1.000 d.C. le ciliegie del caffè venivano consumate verdi o estraendo il seme. Gli arabi, invece, pensarono di bollire i chicchi nell’acqua per preparare un infuso. Questo “vino d’Arabia” venne importato in Occidente dai mercanti veneziani all’incirca nel 1615. All’inizio fu venduto nelle farmacie come antidoto a molti mali ma nacquero ben presto le botteghe del caffè.La prima bottega italiana fu aperta nel 1683 a Venezia in Piazza San Marco e nel giro di un secolo se ne potevano contare più di duecento. Alcune acquisirono una connotazione intellettuale – “Caffè filosofici” – diventando luogo di incontro dei migliori pensatori e filosofi.I Caffè Florian e Quadri di Venezia videro tra i propri frequentatori intellettuali del calibro di Byron, Rousseau, Canova e Pellico. Non meno celebri divennero il Caffè Michelangelo di Firenze, il Caffè Pedrocchi di Padova e i Caffè Greco e Aragno di Roma.Anche in seguito i caffè – o meglio i moderni bar – hanno continuato e continuano ad essere punti di aggregazione per discussioni di vario genere: sport, politica, arte e altri temi d’attualità.


La coltivazione 
Il caffè viene coltivato nella zona tropicale, a cavallo dell’equatore. La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee, genere Coffea. Ad esso appartengono diverse specie e, tra queste, rivestono particolare importanza l’Arabica e la Canefora, meglio conosciuta come Robusta. Tra le due specie la più diffusa è l’Arabica, tanto che i tre quarti della produzione mondiale provengono dalla sua coltivazione. Essa è in grado di produrre una bevanda aromatica, meno amara e meno astringente rispetto alla Robusta.Una coltivazione di piante del caffè.La propagazione della pianta del caffè avviene attraverso due metodi principali: per talea o per semina che è, senza dubbio, il sistema più utilizzato. Sui rami secondari spuntano fiori di colore bianco dal profumo intenso e dalla fioritura molto breve. Da questo fiore ha origine la drupa, un frutto carnoso, molto simile ad una ciliegia. La drupa presenta una buccia spessa e lucida, inizialmente di colore verde, poi di colore rosso vivo a maturazione completa.La fioritura della pianta del caffè è strettamente legata al fenomeno delle piogge, infatti questo processo avviene tante volte quante sono state le precipitazioni nell’arco dell’anno.La ciliegia contiene due semi di forma ovale allungata disposti frontalmente. Il seme dell’Arabica di colore verde ha un solco che ricorda una “S”, mentre quello della Robusta è più rotondeggiante con il solco quasi dritto ed ha un colore verde pallido, con sfumature grigie.I due semi sono ricoperti da una pellicola spessa e biancastra detta pergamino, che svolge una funzione protettiva, mentre nello strato sottostante troviamo una seconda pellicola di colore argenteo, perfettamente aderente al seme.


La raccolta dei frutti 
Esistono due modalità di raccolta delle ciliegie: lo stripping e il picking. Il primo metodo consiste nello strappare tutti i frutti di un rametto facendolo passare tra le dita. Questo comporta una qualità del raccolto inferiore. Il picking, invece, è il più costoso, in quanto viene eseguito a mano raccogliendo solo le ciliege rosse e mature. Si ottiene così un prodotto finale di elevata qualità.


L’estrazione del seme dal frutto 
Successivamente alla raccolta si procede all’estrazione del seme dal frutto con trattamento a secco oppure con trattamento in umido.Se la raccolta è avvenuta per stripping è necessario per prima cosa separare i frutti dalle foglie, dai pezzi di legno e dalle pietruzze. Quindi si procede con la lavorazione a secco: le ciliegie vengono fatte seccare al sole per diversi giorni e, quando buccia e polpa sono completamente asciutte, vengono passate attraverso una macchina decorticatrice, che spezza buccia, polpa e pergamino, liberando i chicchi; questi vengono separati e classificati per tipo e per grandezza (“crivello”). Il trattamento a secco dà origine ai caffè naturali, detti anche “non lavati”.Più lungo e complicato è il trattamento in umido. Per praticarlo è necessario avere effettuato la raccolta manuale con il metodo picking che garantisce una maggiore uniformità di dimensione e maturazione dei frutti e una sufficiente morbidezza della polpa. Infatti, appena colte le ciliegie, vengono introdotte in macchine apposite che liberano il seme contenuto nel pergamino.Allo spolpamento segue la fase di fermentazione che prevede l’immersione dei chicchi in grandi vasche d’acqua, per due o tre giorni. Questo trattamento, oltre a eliminare la polpa residua, sviluppa nel chicco una serie di reazioni chimiche che ne migliorano le qualità aromatiche e il gusto.Dopo la fermentazione i chicchi in pergamino sono setacciati mediante un ulteriore lavaggio con il quale i grani non perfettamente maturi salgono in superficie agevolandone la selezione.Si passa così all‘essiccazione che, se compiuta al sole, migliora le caratteristiche dei caffè lavati. Solo ad asciugatura avvenuta si procede all’eliminazione del pergamino. Il maggiore dispendio di tempo e energie che comporta il processo in umido è compensato da un’ottima qualità del prodotto e da una maggiore costanza delle partite ed omogeneità dei chicchi.


La tostatura 
La tostatura conferisce al caffè l’aroma, il gusto e il colore che gli sono propri. Essa consiste nel portare il chicco del caffè a temperature di tamburo comprese tra 200 e 230 gradi, mediante particolari attrezzature che sono sostanzialmente di due tipi:

macchine tradizionali a tamburo rotante e a ciclo discontinuo in cui il caffè viene progressivamente riscaldato da aria calda, per un tempo variabile fra 15 e 25 minuti, sono attualmente le più idonee per la tostatura del caffè destinato all’espresso; macchine a letto fluidificato, a ciclo continuo, nelle quali si crea un vortice di aria calda che tiene in sospensione i chicchi per un minuto o poco più.

Migliorare la qualità del caffè in tazza in quanto unisce le caratteristiche migliori dei caffè di origine colmandone le lacune; offrire al torrefattore la possibilità di gratificare maggiormente il consumatore attraverso l’espressione tangibile della sua competenza e capacità; consente al torrefattore di dare sempre un prodotto di uguale valore organolettico ponendo rimedio ai continui cambiamenti delle materie prime, dovute ai cicli naturali dell’ecosistema in cui il caffè viene prodotto.
 

Decantazione 
Dopo la tostatura che rende i chicchi di caffè di un colore marrone scuro, il caffè deve essere conservato in appositi maxi-contenitori rigorosamente igienici ad una temperatura non inferiore ai 10 gradi. La procedura è necessaria per preservarne il “gusto e la freschezza” e per evitare il congelamento degli oli e dei grassi naturali che impedirebbero una corretta esecuzione dell’espresso.


Il confezionamento 
A questo punto il caffè è pronto per essere consumato e va confezionato per il commercio. Il confezionamento è una fase importante e delicata del processo lavorativo del caffè, che ha il compito di conservarlo e di preservarlo dagli agenti atmosferici dopo la tostatura.Il problema di mantenere inalterato l’aroma del caffè fino al momento del consumo è molto sentito, difatti grazie a numerosi studi, esistono oggi una serie di tecniche di confezionamento, sempre più rispondenti alle diverse esigenze.Oggi il produttore può scegliere fra una gamma di confezioni sempre più vasta e tecnicamente valida, per soddisfare la necessità commerciale di far giungere al consumatore una miscela integra.Esistono confezioni morbide con alluminio: si confeziona in presenza di ossigeno o in assenza (vuoto) o con un gas inerte; si utilizza sempre più spesso, con ottimi risultati, la banda stagnata (barattolo) ermetica o con l’applicazione della valvola unidirezionale e numerosi altri metodi a seconda della tipologia dell’utilizzatore e dei tempi di magazzinaggio.

Produzione

Il caffè Michele Battista viene confezionato in grani, macinato e predosato (cialde), in differenti formati, in atmosfera, con gas inerte e valvola o sotto vuoto sia per la preparazione dell’espresso, sia per moka.

La linea Ho.Re.Ca. è composta da sei differenti miscele e comprende anche Decaffeinato, Orzo, dolcificante Dolc’è e Zucchero in bustine monodose. Negli anni l’operosità della famiglia Battista nel servire il Settore Bar è passata dal rifornire i bar di caffè crudo sino alla gestione delle attrezzature, sempre con un orientamento alla soddisfazione del cliente ed alla buona gestione della sua attività.

Più recentemente ha fatto il suo ingresso il Liquorito, la linea comprende Liquorito Caffè e Liquorito Cappuccino, il primo è un liquore a base di Miscela Michele Battista ed il secondo è crema di Caffè e Panna dal gusto dolce e vellutato per palati più delicati.

Il Settore del Vending è in forte crescita, può vantare attualmente una propria linea produttiva e quindi beneficia di un’offerta differenziata e completa di caffè, decaffeinato ed infusi.

La Linea Ufficio include macchine personalizzate per filtri in carta (cialde) di formato universale (ESE).

La passione per l’espresso ha portato la Torrefazione Michele Battista a cercare di lavorare ottenere, anche attraverso le piccole e maneggevoli macchine per cialde, un espresso aromatico dal corpo importante e rifornire la clientela di tutta la gamma di bevande calde ad uso ufficio. A questo scopo è stata introdotta la linea di tisane rigorosamente da Agricoltura Biologica certificata a marchio Tisanè.

Certificazioni

Il magazzino della Torrefazione Michele Battista è regolato dagli standard ISO 9001:2015, BRC, IFS, ICEA e UTZ.

Di seguito i documenti e le certificazioni che testimoniano il continuo processo di controllo qualità svolto dalla Torrefazione Michele Battista.

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